Verso il cretino 2.0

Quando (13 anni fa) ho iniziato l’avventura di bondeno.com, l’ho fatto proprio con questa favola di Fedro, che riporto da Wikipedia:

Il lupo, cercando una causa di litigio, accusò l’agnello di sporcare l’acqua che lui stava bevendo, anche se la cosa era impossibile visto che egli si trovava più in alto dell’agnello. Fallito questo stratagemma, il lupo quindi accusò l’agnello di aver detto male di lui, ma appreso che l’agnello al tempo dei fatti non era ancora nato, il lupo concluse che dovesse essere stato il montone, suo padre, e lanciatosi sull’agnello lo uccise e lo mangiò.

Chiaramente, quest’espressione vuole indicare la situazione di colui che, forte dei propri mezzi ma privo di una giustificazione per le sue mire, accampa una qualunque scusa per agire.

Dalla stessa favola e con identico significato viene la frase Pater hercle tuus (E allora, per Ercole!, sarà stato tuo padre!) con la quale il lupo si lancia all’assalto.

Il lupo e l’agnello

(LA)«Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
“Cur – inquit – turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?”
Laniger contra timens:
“Qui possum – quaeso – facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.”
Repulsus ille veritatis viribus:
“Ante hos sex menses male – ait – dixisti mihi”.
Respondit agnus:
“Equidem natus non eram!”
“Pater, hercle, tuus – ille inquit – male dixit mihi!”
Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.»
(IT)«Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano venuti allo stesso ruscello.
Il lupo stava più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello.
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
“Perché – disse – mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo?
E l’agnello, tremando:
“Come posso – chiedo – fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!”
Quello, respinto dalla forza della verità:
“Sei mesi fa – aggiunse – hai parlato male di me!”
Rispose l’agnello:
“Ma veramente… non ero ancora nato!”
“Per Ercole! Tuo padre – disse il lupo – ha parlato male di me!”
E così, afferratolo, lo uccide dandogli una morte ingiusta.
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.»

In questa sede (rimando il resto ai commenti) mi limito a sottolineare che la lessi e tradussi a scuola la prima volta a 12 anni in prima media.

Se non è ancora chiaro consiglio la lettura dell’articolo https://apoforeti.wordpress.com/2016/03/28/la-prevalenza-del-cretino/

Comunali 1999

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Come si può vedere dalla tabella sopra, nel 1999 (l’anno della “svolta”)la Lega non si presentò a Bondeno: ricordo infatti che tale volontà ci fu precisata, in un incontro con un suo rappresentante ferrarese, il 24 settembre 1997, quando, io e altri, si pensava di presentare una lista civica capitanata da Raffaele Alessandri (ex-socialdemocratico).
Poi non se ne fece nulla, anche perché stava nascendo Forza Italia con Arnaldo Aleotti, che presentò poi Paolo Malagodi (di recente deceduto) come candidato Sindaco, che perse, per pochi punti, da Davide Verri.

Cinema alla Società Operaia

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Dicembre 1941. Sei giorni dopo l’attacco a Pearl Harbor, la California è in preda al panico dopo che è stato avvistato un sommergibile giapponese. 1941 è la dichiarata “fabbrica dei sogni” di Spielberg. Forse un omaggio al cinema muto in cui il filone bellico incrocia traiettorie slapstick: sgambetti, occhi sbarrati scene di massa in preda alla follia il set da distruggere, fino al finale con la casa che crolla nella scogliera che è quasi un residuo dal cinema di Buster Keaton. In più c’è il volto di john Belushi nei panni del capitano Wild” Bill Kelso, così magnificamente fuori sintonia con la macchina spielberghiana che ne diventa un ulteriore elemento dirompente. La sua carica è a volte frenata ma mai controllata Ciò si vede nel momento in cui urla: «Ingozza, giallo», con il sigaro in bocca prima di franare sul suolo con l’aereo in fiamme. Altro elemento dirompente è la sceneggiatura di Zemeckis e Gale che fanno le prove per i viaggi nel tempo. Noto per essere il primo flop al botteghino del regista, probabilmente perché giudicato come una satira antimilitarista scombinata invece è un cinema di una ricchezza sconfinata che apre alcuni link sul futuro: il dinosauro finto che compare a Loomis e Dana appena escono dall’aereo dopo lo scampato pericolo che anticipa jurassic Park , i fantasmi giapponesi che ritroveremo in L’impero del sole, l’aereo di Always – Per sempre. Infine prende forma, come per istinto, la pura magia “spielberghiana” attraverso un luna-park che s’illumina e si aziona dopo che un bambino ha inavvertitamente azionato una leva . Gioco e piacere ancora coincidono.
1979 REGIA Steven Spielberg” CAST john Belushi, Dan Aykroyd, Nancy Allen,Tim Matheson, Toshiro Mifune, Robert Stack
COMMEDIA · DURATA 118 MINUTI

Recensione di Simone Emiliani in FILM TV programmato su RAI MOVIE alle 0.35 di sabato 1 febbraio 2020

Quinta elementare

Premessa fondamentale è che l’anno scolastico NON coincide con l’anno solare; quindi la foto risale presumibilmente alla primavera del 1959

felloni
Il maestro del triennio era Felloni e, al libro di lettura, si aggiungeva il sussidiario.
All’epoca la Scuola media unica non era ancora stata istituita (lo fu il 31 dicembre 1962), per cui la scelta era la scuola tecnica o la media in regime privatistico.
Anna Laura Fadiga Zanatta, Il sistema scolastico italiano, il Mulino, 1976

Confermo

Il brano che segue mi ha riportato alla mente quando, nel 1986, anch’io sono stato al CINECA per la ricerca universitaria commissionata dalla Falcucci (ministro democristiano dell’epoca) su “Innovazione e nuove tecnologie”

torre-prendiparte-5Quando frequentavo l’università o cominciavo a capire il mestiere di giornalista mai e poi mai avrei potuto immaginare che un giorno la corazzata del Pci in Emilia – Romagna avrebbe rischiato l’affondamento da parte di un tizio come Salvini: le città erano ben governate, comunque certamente meglio che nel resto dello Stivale, i servizi funzionavano decentemente, l’assistenza sanitaria altrettanto, mentre i legami sociali erano ancora forti, inclusivi. E tra una manifestazione e l’altra, segno di una vivacità politica vigorosa, spirava anche una certa sensazione di futuro: a Casalecchio di Reno grazie alla collaborazione delle università di Bologna, Padova e Venezia già funzionava il Cineca, il più importante centro di supercalcolo per la ricerca scientifica in Italia, nonché uno dei più importanti a livello mondiale, mentre sui colli della città turrita, facilmente raggiungibile con la 50 special, era in attività un reattore nucleare sperimentale dove si facevano le ossa i laureati in fisica. Era una fetta d’Italia che non esiste più, ma già allora si intuiva la trasformazione di un’idea e di un progetto politico in  sistema chiuso di potere, la trasformazione del Modello Emilia in  Sistema Emilia dove politica, istituzioni, coop e imprese amiche gestiscono ogni cosa.

Emilia, la via delle illusioni perdute

Elezioni comunali del 2004

Come vedete il convegno era decisamente corposo e fatto non a caso alla vigilia delle elezioni comunali del 2004:

1

ALLEANZA PER BONDENO

327

3,3

2

FORZA ITALIA

1493

15,09

3

LISTA CIVICA PER BONDENO

487

4,92

4

ALLEANZA NAZIONALE

2036

20,57

5

UNIONE DI CENTRO

580

5,86

6

RIFONDAZIONE COMUNISTA

589

5,95

7

LEGA NORD

359

3,63

8

ULIVO PER BONDENO

4025

40,67

BIANCHE

211

1,81

NULLE

157

1,35

contestate non assegnate

3

0,03

Però l’assessore alla cultura e promotore del convegno ha ottenuto i 327 voti che vedete nella prima riga, a dimostrazione che la cultura, almeno a Bondeno, non paga!

Una particolarità da sottolineare è che, in sede comunale, oltre al voto disgiunto, è stata praticata anche la possibilità di votare solo il sindaco: a fronte di 9896 voti assegnati alle liste, troviamo ben 11283 voti ai candidati sindaco; altra curiosità è che, in percentuale, le liste di sinistra hanno ottenuto più voti di quelle di destra, ma i seggi sono risultati in parità col voto prevalente del sindaco.

Bacchiega Negri Gastone

negri

Il calendario attualmente in distribuzione nei negozi  di Bondeno è dedicato alla partecipazione di Bondeno a Campanile Sera dell’aprile-maggio 1960; una pagina è dedicata ai rivenditori di apparecchi televisivi dell’epoca.

Di uno di loro ho parecchi ricordi perché era concessionario della Geloso (che aveva lo stabilimento alle porte di Bologna).

John Geloso era considerato un valido uomo d’affari, ma voleva anche condividere la sua passione per l’elettronica. Creò pertanto nel 1932 Il Bollettino Tecnico GELOSO, una pubblicazione trimestrale gratuita, che non solo conteneva tutte le informazioni per la riparazione e la messa a punto delle sue apparecchiature, ma anche e soprattutto, aggiornamenti, consigli, istruzioni, data sheet, schemi elettrici e tutto ciò che era necessario alla formazione dei tecnici e degli appassionati dell’epoca, in anni in cui non c’erano centri di formazione e le scuole di elettronica erano rarissime

Gastone era uno di questi appassionati e so per certo che insegnò il mestiere di riparatore (e elettricista) almeno a un altro bondenese; il suo negozio era in Via Bonati e (ancora quando avevamo la radio) era uno dei nostri fornitori di dischi.

Suo era anche l’impianto luci del negozio di mio padre.

Lo incontrai ancora negli anni ’80 a Bologna dove aveva vinto l’appalto per curare la diffusione sonora delle manifestazioni legate alla Fiera.

Era anche cineamatore e i primi filmini di famiglia, a casa nostra,  li fece lui  .

Silenzio assordante

C’era appena stato il terremoto e io, con un grande aiuto da parte di alcuni amici, avevo pensato ad una manifestazione completamente gratuita per ricominciare.

L’avevamo intitolata “Ricominciamo dal futuro” presso la Società operaia di Mutuo Soccorso a Bondeno col seguente programma

Nonostante la manifestazione coprisse due fine settimana fu completamente ignorata da cittadini e istituzioni.

Era chiaramente l’inizio della fine…

http://ambientefuturo.info

 

IRRSAE

Gli istituti regionali di ricerca educativa, in acronimo IRRE, sono stati enti tecnici promossi dal Ministero della Pubblica Istruzione ed istituiti con DPR 31.05.1974, anno in cui sono nati, fino al 2007, anno in cui stati stati soppressi per essere assorbiti in una Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica. uno per ogni regione d’Italia. Tali istituti, in precedenza IRRSAE (Istituti di ricerca regionali, di sperimentazione e aggiornamento educativi), erano presenti in tutte le regioni italiane.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

La funzione degli IRRSAE è stata quella di dare supporto all’amministrazione scolastica ed in particolar modo alle istituzioni scolastiche diffuse sul territorio. Le attività svolte sono state prevalentemente legate alla ricerca educativa indirizzata a raccogliere e ad elaborare e diffondere la documentazione pedagogico-didattica, a condurre studi in campo educativo, a promuovere ed assistere l’attuazione di progetti di sperimentazione, ad organizzare ed attuare iniziative di “monitoraggio” e di aggiornamento sul campo.

Nel documento finale della conferenza IRRSAE, CEDE, BDP svoltasi a Bari nel novembre 1994, si può leggere che “gli IRRSAE sono istituti a dimensione regionale, fortemente radicati nel territorio e capaci di favorire e supportare il processo di autonomia e di innovazione della scuola”.

L’accesso agli IRRSAE per i “comandati” (cioè per il personale scolastico che entrava nella struttura regionale pur rimanendo, dal punto di vista giuridico, nel ruolo e nella sede dove prestava servizio) era conseguente a concorso per titoli nelle varie sezioni. Importante ruolo hanno svolto i vari team regionali degli IRRSAE con l’attività di monitoraggio della formazione in servizio degli insegnanti (MONIFORM) promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione, con modalità di indagine vertenti sull’utilizzo dell’intervista e del focus group a dirigenti e docenti.

Quando io collaboravo con quello dell’Emilia-Romagna il presidente era Vittorio Telmon, già docente di Storia e Filosofia presso il Liceo classico Ariosto dal 1958 al 1967; in precedenza Vittorio Telmon, da Vittorio e Margherita Maria Luigia Viale; nato il 30 giugno 1923 a Casalecchio di Reno. Nel 1943 residente a Bologna. Studente universitario nella facoltà di lettere e filosofia dell’università di Bologna.
Con i fratelli Giorgio e Sergio frequentò gli ambienti antifascisti, che contribuirono alla sua formazione politica. Collaborò con le formazioni GL, sia nella diffusione degli stampati sia recandosi in Toscana per il recupero di un’apparecchiatura radio-trasmittente.
Nel novembre 1943 fu arrestato e rilasciato dopo breve detenzione.
Nell’estate 1944 con il fratello Giorgio si trasferì a Biella (VC) e collaborò con il movimento partigiano.
Riconosciuto patriota nell’8a brigata Masia GL dal 9 settembre 1943 alla Liberazione.
Ha curato (con A. Berselli): Istituto regionale per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione in Emilia Romagna, “Annale”3, 1983. Scuola ed educazione in Emilia-Romagna fra le due guerre, Bologna, Clueb, 1983, pp. 624. Ha pubblicato: Il Partito d’Azione a Bologna, in Il Partito d’Azione dalle origini all’inizio della Resistenza, Roma, 1985, pp.409-34.
https://www.storiaememoriadibologna.it/telmon-vittorio-502167-persona
Tra le sue opere : Storia della scuola e delle istituzioni educative
Gianni Balduzzi,Vittorio Telmon

https://www.libreriauniversitaria.it/storia-scuola-istituzioni-educative-balduzzi/libro/9788878028869

La sorella Deda con Silvio, Roberta con Giorgio e Eugenia con Ettore piangonoVittorio Telmon

Bruno Cavallini

Bruno Cavallini nato a Codifiume il 26 maggio 1920 e morto a Milano il 1° aprile 1984, fu docente di storia dell’arte, poi di italiano e latino nel Liceo Classico “Ariosto” di Ferrara e preside dei Licei “Settimo Scientifico” e dei classici “Omero” e “Beccaria” di Milano. Aveva compiuto ottimi studi letterari a Bologna e aveva consapevolezza culturale delle radici storiche romane del territorio in cui era nato (che era la Romagna tra ferrarese e ravennate). Fece parte, nel secondo dopoguerra, del sodalizio di giovani professori che, dopo il fascismo, contribuirono a caratterizzare la cultura a Ferrara (Antonio Rinaldi, Claudio Varese, Mario Pinna, Franco Giovanelli, Luigi Panarese, Pasquale Modestino, Giorgio Bassani, Agostino Buda, Antonio Piromalli, Riccardo Marchesi, Tullio Savino, Massimo Aloisi, Mario Roffi e tanti altri). Bruno Cavallini ebbe straordinaria sensibilità umana e artistica, una nota personalissima di fierezza e di malinconia nella partecipazione ai problemi della cultura (del rapporto con la società, dell’autonomia e della specificità dell’arte). La sua conversazione culturale era fervidissima, impegnata, volta alla ricerca delle radici e dell’autenticità dell’uomo. Classicità e modernità, cristianesimo e socialità erano da lui vissuti problematicamente. A Ferrara Cavallini era, con i suoi, proprietario della casa del canonico Brunoro Ariosti in cui gran parte della sua vita trascorse Ludovico Ariosto il quale in quella casa scrisse le satire, le commedie, le prime due edizioni del “Furioso”. Tale fatto esaltava l’amore di Cavallini per la tradizione alta e magnanima della letteratura dalla quale egli attinse “umori e passioni”, come ha scritto Vittorio Sgarbi, che lo guidarono nella vita e determinarono in lui la ricerca di certezze anche mettendo in gioco estro e fantasia. Taluni suoi versi degli ultimi anni esprimono la semplificazione interiore alla quale era pervenuto, compreso il distacco dagli uomini retorici che si credono investiti di una missione. Era sempre in lui il predominio dell’autenticità.

dal gruppo FB “amici Liceo Classico Ariosto”