Lettura

31 agosto 1954

questo sono io in visita a parenti di Roma che hanno voluto fotografarmi intento in una delle mie più evidenti passioni.

Infatti ho poi avuto una rubrica a Radio Alto Ferrarese di segnalazioni librarie continuata su internet con l’associazione culturale Araba Fenice (testi inediti su web) e su blog infolibridee.wordpress.com

paolo e dino 1956

Meanwhile

Traduce il nostro “e intanto” che, nei fumetti e nei fotoromanzi, indica la transizione da una azione all’altra (resa di solito anche con un diverso carattere grafico).

Questo per dire quello che facevo io quando non gonfiavo palloncini (vedi il post precedente):

ero all’università alle prese con le esercitazioni di latino in cui si spiegava (lo ricavo dai miei appunti dell’epoca) che le interrogative possono essere reali e si traducono con cur non più indicativo; esprimere un dubitativo di protesta, cur non + congiuntivo; irreali, quidni+congiuntivo; esprimere un imperativo, quin+ indicativo.

L’esame era scritto e obbligatorio (se non lo passavi non andavi all’orale) e consisteva in una traduzione dall’italiano in latino.

Presi 18 (che fortunatamente non faceva media per la laurea)

Diplomacy

L’articolo dedicato lo trovate nel mio blog https://archeoludica.com/2013/09/08/diplomacy/, ma anche su wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Diplomacy : Nell’ambito della teoria dei giochi, Diplomacy è un gioco a informazione completa, statico, non cooperativo e, dopo che tutti i centri liberi sono stati presi, un gioco a somma zero, quindi soggetto all’ottimo paretiano e perciò non presenta l’equilibrio di Nash.

Quello che qui ci interessa è il fatto che il meccanismo di gioco mi è poi servito per il gioco didattico “Bisanzio”(https://it.scribd.com/document/61784988/Bisanzio) e anche per numerose partite nei pomeriggi al liceo; addirittura uno dei giocatori se ne era costruito uno in cartone e pedine.

Adesso si trova in inglese su Amazon e la versione italiana (usata) su ebay https://www.ebay.it/itm/DIPLOMACY-Mondadori-Giochi-1-ed-1982-OTTIMO-Diplomazia-Strategia-guerra-/363243523163

NOTA: abbiamo fatto la scansione in italiano delle regole su scribd https://it.scribd.com/document/501930137/Diplomacy

dall’originale Avalon Hill

Il territorio

per capire questo post bisogna risalire al 1978 https://terzapaginaweb.wordpress.com/2021/04/01/bolelli-film/

nel filmato Bolelli accenna a un topos di moda allora: lo studio sociale del territorio (quello in cui io, non a caso, mi stavo laureando); però intanto, godendo del fatto che avevo la delega per la gestione della sede staccata del liceo invitai una mia ex allieva laureata in matematica il cui ragazzo era in un collettivo che tenne una lezione in proposito in una classe di Bolelli.

Purtroppo non so nulla dell’esito dell’esperimento e mi dispiace ancora di più di avere perso ogni traccia di lei, che ricordo come una delle mie più brillanti allieve

Feste danzanti

festa di primavera 1966

In questi giorni è stata pubblicata su Facebook (il primo da destra è Corrado Padovani, siamo stati compagni di classe; quello con la tromba è Alfio Bosi, ora pasticciere a Bondeno).

Per quel che mi riguarda la mia unica esperienza di ballo in sala fu l’8 dicembre del1968: lo ricordo bene coincise con i disordini a Milano per la inaugurazione alla Scala della stagione lirica.

La nostra invece fu una serata tranquilla, nessun problema per il vestito nuovo comprato da Smolari per l’occasione

BBS

Un BBS (o Bulletin Board System) è un sistema telematico che consente a computer remoti di accedere ad un elaboratore centrale per condividere o prelevare risorse. Il sistema è stato sviluppato negli anni 1970 e ha costituito il fulcro delle prime comunicazioni telematiche amatoriali, dando vita alla telematica di base. Tra le novità consentite dai sistemi BBS, le principali furono la messaggistica e file sharing centralizzato.[1]

Io ho cominciato così nel 1996 , come Sysop, nella sede dell’associazione Araba Fenice in via Mazzini a Bondeno ( dove c’era la caserma dei Carabinieri); tutto il materiale stava in un DVD!

Poi abbiamo trasferito tutto su internet all’indirizzo: http://uac.bondeno.com/afenice/

ISAGA

DEA

Fino a ieri su wikipedia la definizione era: The International Simulation and Gaming Association (ISAGA) is an international organization for scientists and practitioners who develop and use simulation, gaming (in the meaning of learning games) and related methodologies: role-play, structured experiences, policy exercises, computer simulation; oggi trovate una reazione avversa ai vaccini anti Covid.

Ovviamente il mio ricordo si riferisce alla mia associazione al SIGIS (sezione Italiana giochi di Simulazione, collegato all’ISAGA), presieduta all’epoca dal prof. Arnaldo Cecchini, docente allo IUAV di Venezia con cui partecipai a Gradara a un seminario.

La cosa interessante è che parecchi anni dopo, in tempi più recenti, ne hanno fatto uno a Davos, sempre in inglese, intitolato Pandemia.

Massaia rurale

Ho già scritto su bondeno.today quello che penso sulle ricorrenze europeiste del politicamente corretto, quindi posto senza alcuna ironia questo ritaglio di giornale che riguarda mia nonna (nata l’8 marzo) conservato e incorniciato da mia madre (nata il 9 marzo)

College

OSCAR

Oscar Mister College del 1969
Oscar Mister College del 1969

La Oscar Motor Cycles, casa motociclistica di Rastignano (BO) ha prodotto soprattutto ciclomotori a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. È considerata la progenitrice della tipologia di ciclomotori denominati “tuboni”.

oscar

La produzione comprendeva il College, modello monomarcia equipaggiato da un motore Franco Morini da 49 cm³. IlMister College che utilizzava lo stesso telaio del College ma montava un motore, sempre Franco Morini, FM 4M a quattro marce. Il modello per l’Italia adottava un carburatore Dell’Orto 14/12 e sviluppava una potenza, secondo codice, di 1,14CVa 4.400 giri/min.

Mister College MC:E del 1969

Esisteva anche una versione “Export” con carburatore Dell’Orto di 19 mm capace di sviluppare circa 4,5CV a 5.000 giri. Il “Mister College” è considerato il primo ciclomotore di tipo “tubone”, proposto sul mercato.

oscar
Mister College MC:E del 1969

.https://autoemotodepoca.altervista.org/oscar-mitico-tubone-anni-60-anni-80/

Nel 1975 iniziò anche a Bondeno l’avventura delle radio libere: la prima trasmetteva da Borgo Carmine e io, Francesco Mattioli e Mauro Mestieri fummo invitati da Sandro Marchetti alla sua trasmissione “Planet end”; ci andavamo in motorino: il mio era un college verde, quello di Mauro, marrone

Paolo Giatti

Candele steariche

Se non vi interessa la storia della candela, passate direttamente al mio ricordo

Fino a circa un secolo fa, le candele rappresentavano il mezzo di illuminazione per eccellenza. Non vi era abitazione, infatti, senza questo importante strumento volto a dare un po’ di luce alla propria casa. Allo stesso tempo le candele sono utilizzate anche per onorare i cari defunti, accompagnandoli nel nuovo percorso ultra terreno.

Presso i Romani venivano utilizzato cordoni di canape immersi nella pece, o in cera animale. In seguito, invece, fecero la loro comparsa delle torce costituite di fibre di papiro immerse in pece e ricoperte di cera. Le candele, così come le intendiamo al giorno nostro, apparvero al tempo delle persecuzioni cristiane, mentre nel primo Medioevo sono apparse le candele a stoppino, ottenute col metodo del cucchiaio, e più tardi anche con la colatura in forme.

Nel 1818 Braconneau e Simonin e nel 1820 Manjo, preparavano candele di stearina. Gli studi del Chevreul danno così il via alla cosiddetta industria stearica su basi scientifiche. Il 25 gennaio 1825 prese quindi un brevetto per la scissione dei grassi neutri e la preparazione degli acidi stearico e margarico.

Questo brevetto, francese, diceva: “non avendo ancora nessuno fatto l’applicazione dei corpi grassi, saponificati mediante gli alcali o gli acidi, all’illuminazione, noi intendiamo col nostro brevetto fare tale applicazione, cioè ci riserviamo il diritto esclusivo di preparare per l’illuminazione gli acidi grassi solidi o liquidi che si ottengono saponificando con potassa o con qualunque altro mezzo i seghi, i burri e gli oli, saponifichiamo i corpi grassi che destiniamo all’illuminazione o che vorremmo lasciare allo stato di sapone, sia alla temperatura ordinaria di ebollizione alla pressione atmosferica, sia ad una temperatura più elevata con pressione di parecchie atmosfere… separiamo gli acidi stearico e margarico dall’acido oleico mediante i seguenti processi”.

Le candele steariche

Le steariche preparate da Chevreul e da Gay-Lussac con i lucignoli ordinari non bruciavano proprio bene e in seguito si è registrato un notevole miglioramento grazie al trattamento dei lucignoli con bagni acidi e l’introduzione del lucignolo ritorto. Nel 1840, Cahouet decise di riunire più stampi in un solo telaio, mentre nel 1846 Newton realizzò la prima macchina per candele.

L’anno successivo Droux introdusse la macchina di Newton in Francia, dove furono apportanti notevoli perfezionamenti, che permisero di ottenere la macchina che viene utilizzata ancora oggi. Un evento importante per l’industria stearica l’introduzione, segnato dall’introduzione delle cere minerali.

Dietro ad ogni candela, quindi, non si nasconde solamente un oggetto in grado di illuminare la stanza. Anzi, si tratta di un oggetto in grado di racchiudere un pezzo importante della nostra storia. In effetti, con il termine candele steariche, si fa proprio riferimento all’origine delle candele. Quest’ultime infatti, in passato erano composte solamente con stearina, un miscuglio tra acido stearico ed acido palmitico, che iniziò ad essere utilizzato a partire dal 1818. 

Il mio ricordo

io abito tuttora di fronte alla chiesa di San Giovanni, il cui parroco era Don Guerrino Ferraresi che comprava le candele da Chiesa da mio nonno, in drogheria, in casse spedite direttamente dalla Mira Lanza che le produceva (ricavandole però, come quelle casalinghe, dalla cera d’api, che faceva decisamente meno fumo).

Statu nascenti

Titolo di un fortunato libro di Alberoni: È tipico dello stato nascente, cioè, il considerare l’esistenza di un passato felice (età dell’oro) nel quale le utopie del movimento stesso erano reali e vissute.

Ad esempio lo fu il movimento del ’77 a Bologna di cui trovate notizie proprio qui in una Pagina…

originale del 1968

Don Perelli

Quando presi servizio a Bondeno lui era insegnante di Religione al liceo; in occasione del cinquantenario Davide Tartari suo e mio allievo ha pubblicato un ricordo:

Don Guglielmo Perelli La storia con lui era già iniziata da tempo. Era il parroco a Burana; e di calci nel sedere e scoppole ne avevo già prese parecchie, ben prima del Liceo. Tutti benevoli; e tutti meritati, anche se non ne ricordo i motivi. E sempre nascosti alla famiglia; perché altrimenti ne avrei presi altrettanti; e certamente molto meno indulgenti. Me lo ritrovai docente di Religione al Liceo. Di lui come docente ricordo l’anno speso a leggere e meditare un libro pochissimo conosciuto dell’Antico Testamento: il libro di Qohèlet, l’Ecclesiaste. Non ricordo un’attenzione o un interesse evidente; né la passione per la lettura e le scarne riflessioni, nelle poche ore di lezione che gli dedicammo. Gli interessi erano altri, in quei tempi. D’altra parte “… c’è un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere, e un tempo per ridere, per gettare sassi e per raccoglierli, per tacere e per parlare… “ (Qohelet, 3.3-7) Ma me lo sono riletto molte volte negli anni che sono venuti poi. Aveva l’indice e il medio sempre tinti di nicotina, da accanito fumatore; forse, l’unico vizio che gli possa riconoscere; di altri non ricordo; o nessuno. Un omone alto, massiccio, certamente sovrappeso. Non lo ricordo in classe con la veste talare, ma vestiva sempre con la giacca, non vistosa, semplice; spesso non accoppiata ai pantaloni. Non ricordo se avesse sempre il collarino da prete, l’unico particolare che lo distingueva dagli altri professori. Ci hai poi anche sposato, me e la Paola, un mattino di Ottobre, 4 anni dopo la Maturità. A Quacchio, dove lo avevano trasferito come parroco, dopo i tanti anni spesi al paese, e con grande rammarico di tutti là. Grazie Don Guglielmo. Riposa in pace.

Viaggi

in alto da sinistra il palazzo dei Congressi di Stresa in cui andammo io e mio fratello per una convention di fantascienza nel 1980; poi lo zuccherificio di Bondeno in una campagna saccarifera; quello succeessivo era il palasport di Roma Eur per un concorso nazionale poi una udienza papale in piazza S. Pietro.

Le ultime foto riguardanoil trasferimento della RAF nella sede del circolo AICS “il Baracco” in Via Fermi a Bondeno, col relativo montaggio dell’antenna ad opera di Danilo Tassi e Roberto Cavagna

Mario Trombino

Nel blog dedicato ai libri https://infolibridee.wordpress.com/2021/01/31/mario-trombino/, ho presentato tre libri suoi (più uno in collaborazione con Maurizio Villani, mio compagno di classe al Liceo classico di Ferrara).

Trombino invece era nel gruppo IRRSAE (vedi voce in questo stesso blog) coordinato da Tolmino Guerzoni in cui si elaborava un curriculum di scienze sociali per una ipotetica rifoma della scuola secondaria superiore.

Il risultato del nostro lavoro fu poi presentato nel corso di un convegno residenziale a Bellaria a cui io fui invitato come relatore.

Ugo La Malfa

“Io non sono mai stato un rivoluzionario. Mai. Nemmeno da ragazzo. Non sono mai stato comunista, marxista, non ho mai amato le soluzioni rivoluzionarie. Ho sempre capito benissimo che in una società come quella zarista si dovesse fare quel tipo di rivoluzione marxista, ma ho sempre detto che in una società come quella italiana si dovessero fare le riforme e basta. Quanto al Partito repubblicano, ammetterà che il mio concetto di sinistra moderna vi esiste più di quanto esista nella socialdemocrazia, che in tutti questi anni non è riuscita a esprimere nulla. Solo sul vecchio tronco di quel nobile Partito repubblicano io potevo trasferire il mio Partito d’azione e, allo stesso tempo, restar fedele ai valori risorgimentali cui ho sempre creduto. Eh, sì: secondo me, anche la lotta del Partito d’azione si rifaceva alla tradizione risorgimentale. Io, se dovessi caratterizzare il mio personaggio, direi: sono l’uomo che più ha rispettato e rispetta la tradizione risorgimentale”. Ugo La Malfa a Oriana Fallaci, Milano, 1974

A112

La terza serie, presentata all’inizio del 1975, differiva dalla precedente per i gruppi ottici posteriori ridisegnati (con luce di retromarcia integrata su Elegant e Abarth), griglia di sfogo sul montante posteriore più ampia ed una differente conformazione dei pannelli interni posteriori che, garantendo maggior spazio trasversale, consentivano l’omologazione per 5 persone (prima era per 4). Sulla Normale i paraurti, sempre metallici, divennero neri opachi (e privi di fascia in gomma).

Blogbooker

è una applicazione che consente di raccogliere in un volume in PDF gli articoli di un blog; quali fossero lo avevo precisato in un post precedente.

Adesso sto tirando le somme:

Memorabilia (questo) è il più recente e mi sono accorto di avere scritto articoli sullo stesso argomento due volte;

quello sugli anni ’60 parte nel 2009 e ho già il dominio anni60.info che partirà a fine gennaio;

bondeno.com (fondato da Stefano Masini, in occasione del Cyberfest) è stato poi ospitato da Stefano Guandalini, dal 2009 l’ho messo su wordpress e gli ho apportato diverse migliorie : adesso si chiama Bondeno.online e, solo l’indice sono 50 pagine

https://www.dropbox.com/s/pxh0g54svj9vown/indice-bondeno-003-054.pdf?dl=0

Buona consultazione!