Gioco

Quasi dimenticavo…

dopo l’esperienza di Radio Alto Ferrarese ci ritrovammo con molto tempo libero e fondammo una specie di ludoteca casalinga con tavolo da ping-pong, freccette, e boardgames.

di questa attività ho riferito nel blog http://archeo-ludica.blogspot.com/

I primordi

Io non ho fatto l’asilo e ho imparato a leggere da autodidatta su Topolino che mi compravano i miei genitori (e che conservo gelosamente); ricordo anche che più tardi scoprì la serie che esordì come Albi della Rosa nel 1954 in formato tascabile di 32 pagine quasi esclusivamente dedicata ai personaggi Disney riproponendo storie di origine americana e italiana già apparse su Topolino, Albi d’Oro e Almanacco Topolino con poche eccezioni, ma anche quella Albi del Falco albi del falco

Tutto questo per introdurre le mie prime esperienze con l’idea di “collana” in editoria.

Quando abbiamo organizzato il Cyberfest come associazione culturale Araba Fenice a Stefano Masini venne in mente di fondare la testata telematica bondeno.com;  col tempo anche questa si è diversificata in diversi blog che trovate citati nella colonna di destra di bondeno.online.

A questi si aggiungono apoforeti e terzapagina, che forse conoscete o forse no, come dice Guccini: “Ed io ti canterò questa canzone, uguale a tante che già ti cantai. Ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime, oramai

 

Laurea lettere

Era il 6 luglio 1970 ; avevo finito il Liceo Classico nel 1966 e mi stavo laureando nella prima sessione possibile (assieme ad altre compagne di corso , inutile dire che a Lettere le donne erano l’80%).

Quello a cui stringo la mano era il professore di Topografia dell’Italia antica con cui avevo fatto la tesi sugli “Ospedali medievali in Emilia” e, in primo piano a sinistra ricordo con piacere il prof. di Storia Medievale Girolamo Arnaldi.

Il ritorno da Bologna lo feci portando a casa il Prof. Alfieri che era il direttore del Museo di Spina e abitava a Ferrara.

Nota: su Nereo Alfieri vedi https://bondeno.wordpress.com/2019/09/30/nereo-alfieri/

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Orwell 2020

Non ci vuole una laurea in scienze politiche (che io ho n.d.r.) per notare che si tratta di un governo fatto di patetici Quisling, le cui uniche preoccupazioni sono di mantenere le loro (redditizie) poltrone il ​​più a lungo possibile, seguendo gli ordini loro imposti su base giornaliera da Bruxelles o Berlino. Quando altri paesi hanno offerto il loro aiuto, come la Russia, nonostante le dichiarazioni di calorosa gratitudine da parte della maggior parte delle autorità locali più colpite dal virus, le notizie sulle squadre russe che operano nel nord Italia sono praticamente scomparse. Ciò è accaduto dopo che La Stampa, notoriamente uno dei principali media giornalistici pro UE di Torino, ha espresso aperti dubbi sulle “reali motivazioni” della generosità della  Russia con l’Italia.

 

Tutti concordano sul fatto che le restrizioni imposte agli italiani e alle loro libertà civili non sono solo draconiane: sono insensate, anche dal punto di vista medico di base, implementate ufficialmente per curvare la diffusione del virus, ma in realtà per distruggere il morale e la volontà delle persone. Perchè? Perché il peggio deve ancora venire. La volontà e la risolutezza degli italiani devono essere spezzate, al fine di inaugurare tagli e “riforme” in stile greco che metteranno l’Italia in ginocchio, quindi costretta ad accettare qualsiasi misura imposta dall’UE.

 

L’acronimo onnipresente in questi giorni in Italia non è Covid. È MES, che sta per Meccanismo europeo di stabilità. Sorvolando su tutti i tecnicismi non essenziali, andiamo dritti a cosa significherà per l’Italia, in termini semplici. Questo governo Quisling, avendo ostinatamente rifiutato di adottare le misure economiche che tutti gli altri paesi europei hanno implementato, sta semplicemente esponendo l’economia a un grave rischio di default. Quando diventerà inevitabile, allora il MES interverrà e costringerà l’Italia, al fine di “essere salvata” dal completo collasso, ad accettare una raccapricciante varietà di misure di “ripresa”, proprio come è accaduto in Grecia negli anni precedenti.

 

Deja-vu, ancora una volta. Proprio come nel 2011 le improvvise – forzate – dimissioni di Berlusconi alla carica di Primo Ministro italiano hanno visto l’allora Presidente dell’Italia Giorgio Napolitano nominare un nuovo governo non eletto per l’attuazione di “riforme economiche” guidato dal tecnico europeo Mario Monti, il calvario si sta ripetendo nel 2020, per gentile concessione questa volta di un Invisible Enemy (alias Covid-19) e dell’inevitabile arresto improvviso dell’economia italiana, così una “task force” di esperti che sovrintende alle politiche economiche del governo è stata nominata dal Presidente italiano Mattarella.

estratto da http://vocidallestero.it/2020/04/26/zh-benvenuti-nellitalia-orwelliana-2020/

 

 

Esame di maturità

I riferimenti fondamentali sono: https://archive.org/details/RAF_esame1980

(podcast di Radio Alto Ferrarese) e

https://it.scribd.com/document/351972659/maturita (articolo su Scribd, in francese e italiano) che potete scaricare e stampare.

Al tempo del Coronavirus è ancora incerto come e se ci sarà, ma persino la “ministra” Azzolina conferma la centralità dell’Italiano come materia qualificante dell’esame di Stato (tuttora previsto dalla Costituzione).

Venendo a noi, nell’anno scolastico 1985/86 io ero commissario ad Albenga (SV) e i miei alunni del Liceo Scientifico Roiti di Bondeno avevano come commissario interno l’insegnante di Disegno e Storia dell’Arte, Sandra Testoni; data la consuetudine di iniziare l’esame con un argomento scelto dal candidato, quell’anno io avevo sviluppato due classici della letteratura per l’infanzia: Cuore di De Amicis e Pinocchio di Carlo Lorenzini detto Collodi.

Visto che furono tutti promossi, immagino sia andato tutto bene; se non li avete mai letti, fatelo: la dicono lunga sul carattere degli italiani…

 

I giorni cantati

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In foto l’antenna della emittente

Era la trasmissione che andava in onda dalle 17 alle 18, dedicata ai cantautori e alla musica italiana; il titolo era preso da un disco di Paolo Pietrangeli ( che venne una sera a Bondeno nel locale sottostante alla radio, per una esibizione amichevole) e il conduttore originario era Francesco Mattioli.

Poi lui partì per il servizio militare e si avvicendarono diversi conduttori, tra cui il sottoscritto che registrò una trasmissione dedicata a Gaber:

https://archive.org/details/gc_gaber

 

Mauro Mestieri

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Non mi aspettavo di doverne parlare nelle “memorie” 😦

In questa foto di classe del 1975 è il settimo in alto con gli occhiali scuri; poi sono stato il fotografo alla sua sessione di laurea; poi abbiamo condiviso l’esperienza di Radio Alto Ferrarese con Carlo Torri (ultimo a destra) ; poi tante giornate di gioco con Enrico Pisa (penultimo a destra)

Verso il cretino 2.0

Quando (13 anni fa) ho iniziato l’avventura di bondeno.com, l’ho fatto proprio con questa favola di Fedro, che riporto da Wikipedia:

Il lupo, cercando una causa di litigio, accusò l’agnello di sporcare l’acqua che lui stava bevendo, anche se la cosa era impossibile visto che egli si trovava più in alto dell’agnello. Fallito questo stratagemma, il lupo quindi accusò l’agnello di aver detto male di lui, ma appreso che l’agnello al tempo dei fatti non era ancora nato, il lupo concluse che dovesse essere stato il montone, suo padre, e lanciatosi sull’agnello lo uccise e lo mangiò.

Chiaramente, quest’espressione vuole indicare la situazione di colui che, forte dei propri mezzi ma privo di una giustificazione per le sue mire, accampa una qualunque scusa per agire.

Dalla stessa favola e con identico significato viene la frase Pater hercle tuus (E allora, per Ercole!, sarà stato tuo padre!) con la quale il lupo si lancia all’assalto.

Il lupo e l’agnello

(LA)«Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
“Cur – inquit – turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?”
Laniger contra timens:
“Qui possum – quaeso – facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.”
Repulsus ille veritatis viribus:
“Ante hos sex menses male – ait – dixisti mihi”.
Respondit agnus:
“Equidem natus non eram!”
“Pater, hercle, tuus – ille inquit – male dixit mihi!”
Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.»
(IT)«Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano venuti allo stesso ruscello.
Il lupo stava più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello.
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
“Perché – disse – mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo?
E l’agnello, tremando:
“Come posso – chiedo – fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!”
Quello, respinto dalla forza della verità:
“Sei mesi fa – aggiunse – hai parlato male di me!”
Rispose l’agnello:
“Ma veramente… non ero ancora nato!”
“Per Ercole! Tuo padre – disse il lupo – ha parlato male di me!”
E così, afferratolo, lo uccide dandogli una morte ingiusta.
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.»

In questa sede (rimando il resto ai commenti) mi limito a sottolineare che la lessi e tradussi a scuola la prima volta a 12 anni in prima media.

Se non è ancora chiaro consiglio la lettura dell’articolo https://apoforeti.wordpress.com/2016/03/28/la-prevalenza-del-cretino/

I gentlemen

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Dalla pubblicazione su Facebook, ho appreso che era il 1966 e la foto è stata scattata nel “teatrino delle suore” a Bondeno (Borgo Paioli)

Probabilmente nella stessa location una sessione amatoriale con Massimo Malaguti (chitarra), Sandro Marchetti (di fianco alle casse) e Daniele Pisa (clarinetto)jamsession

Comunali 1999

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Come si può vedere dalla tabella sopra, nel 1999 (l’anno della “svolta”)la Lega non si presentò a Bondeno: ricordo infatti che tale volontà ci fu precisata, in un incontro con un suo rappresentante ferrarese, il 24 settembre 1997, quando, io e altri, si pensava di presentare una lista civica capitanata da Raffaele Alessandri (ex-socialdemocratico).
Poi non se ne fece nulla, anche perché stava nascendo Forza Italia con Arnaldo Aleotti, che presentò poi Paolo Malagodi (di recente deceduto) come candidato Sindaco, che perse, per pochi punti, da Davide Verri.

Cinema alla Società Operaia

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Dicembre 1941. Sei giorni dopo l’attacco a Pearl Harbor, la California è in preda al panico dopo che è stato avvistato un sommergibile giapponese. 1941 è la dichiarata “fabbrica dei sogni” di Spielberg. Forse un omaggio al cinema muto in cui il filone bellico incrocia traiettorie slapstick: sgambetti, occhi sbarrati scene di massa in preda alla follia il set da distruggere, fino al finale con la casa che crolla nella scogliera che è quasi un residuo dal cinema di Buster Keaton. In più c’è il volto di john Belushi nei panni del capitano Wild” Bill Kelso, così magnificamente fuori sintonia con la macchina spielberghiana che ne diventa un ulteriore elemento dirompente. La sua carica è a volte frenata ma mai controllata Ciò si vede nel momento in cui urla: «Ingozza, giallo», con il sigaro in bocca prima di franare sul suolo con l’aereo in fiamme. Altro elemento dirompente è la sceneggiatura di Zemeckis e Gale che fanno le prove per i viaggi nel tempo. Noto per essere il primo flop al botteghino del regista, probabilmente perché giudicato come una satira antimilitarista scombinata invece è un cinema di una ricchezza sconfinata che apre alcuni link sul futuro: il dinosauro finto che compare a Loomis e Dana appena escono dall’aereo dopo lo scampato pericolo che anticipa jurassic Park , i fantasmi giapponesi che ritroveremo in L’impero del sole, l’aereo di Always – Per sempre. Infine prende forma, come per istinto, la pura magia “spielberghiana” attraverso un luna-park che s’illumina e si aziona dopo che un bambino ha inavvertitamente azionato una leva . Gioco e piacere ancora coincidono.
1979 REGIA Steven Spielberg” CAST john Belushi, Dan Aykroyd, Nancy Allen,Tim Matheson, Toshiro Mifune, Robert Stack
COMMEDIA · DURATA 118 MINUTI

Recensione di Simone Emiliani in FILM TV programmato su RAI MOVIE alle 0.35 di sabato 1 febbraio 2020

Quinta elementare

Premessa fondamentale è che l’anno scolastico NON coincide con l’anno solare; quindi la foto risale presumibilmente alla primavera del 1959

felloni
Il maestro del triennio era Felloni e, al libro di lettura, si aggiungeva il sussidiario.
All’epoca la Scuola media unica non era ancora stata istituita (lo fu il 31 dicembre 1962), per cui la scelta era la scuola tecnica o la media in regime privatistico.
Anna Laura Fadiga Zanatta, Il sistema scolastico italiano, il Mulino, 1976

Confermo

Il brano che segue mi ha riportato alla mente quando, nel 1986, anch’io sono stato al CINECA per la ricerca universitaria commissionata dalla Falcucci (ministro democristiano dell’epoca) su “Innovazione e nuove tecnologie”

torre-prendiparte-5Quando frequentavo l’università o cominciavo a capire il mestiere di giornalista mai e poi mai avrei potuto immaginare che un giorno la corazzata del Pci in Emilia – Romagna avrebbe rischiato l’affondamento da parte di un tizio come Salvini: le città erano ben governate, comunque certamente meglio che nel resto dello Stivale, i servizi funzionavano decentemente, l’assistenza sanitaria altrettanto, mentre i legami sociali erano ancora forti, inclusivi. E tra una manifestazione e l’altra, segno di una vivacità politica vigorosa, spirava anche una certa sensazione di futuro: a Casalecchio di Reno grazie alla collaborazione delle università di Bologna, Padova e Venezia già funzionava il Cineca, il più importante centro di supercalcolo per la ricerca scientifica in Italia, nonché uno dei più importanti a livello mondiale, mentre sui colli della città turrita, facilmente raggiungibile con la 50 special, era in attività un reattore nucleare sperimentale dove si facevano le ossa i laureati in fisica. Era una fetta d’Italia che non esiste più, ma già allora si intuiva la trasformazione di un’idea e di un progetto politico in  sistema chiuso di potere, la trasformazione del Modello Emilia in  Sistema Emilia dove politica, istituzioni, coop e imprese amiche gestiscono ogni cosa.

Emilia, la via delle illusioni perdute