Gaber

In un tempo tremendo piano piano ti allontani da tutto,

ma con fatica, senza arroganza, come un uomo

sconfitto che riesce a vivere solo rifugiandosi nel suo

piccolo mondo.

Ma la salvezza personale non basta a nessuno.

E la sconfitta è proprio quella di avere ancora la

voglia di fare qualche cosa e di sapere con chiarezza

che non puoi fare niente.

È lì che si muore, fuori e dentro di noi.

Sei come un individuo innocuo, senza giudizi e senza idee.

E se non ti si ferma il cuore

è perché il cuore… non ha mai avuto la pretesa di pensare.

Sei come un individuo impoverito e trasportato al

capolinea, un individuo sempre più smarrito

e più impotente, un uomo al termine del mondo,

ai confini del più niente.

Da “Io come persona” di Giorgio Gaber 1993

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Giornate della cultura

https://archive.org/details/nicostuly2005-09-17.gdc?plead=please-dont-download-this-or-our-lawyers-wont-let-us-host-audio
http://arabafenicesposts.tumblr.com/post/103971551307/audio_player_iframe/arabafenicesposts/tumblr_nfumxuwORV1u07d0p?audio_file=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fnicostuly2005-09-17.gdc

Concerto a Bondeno del 17 settembre 2005 in occasione delle “Giornate della cultura”.

Riccardo Manzoli (chitarra), Nicoletta Fabbri (voce)

https://archive.org/details/nicostuly2005-09-17.gdc