Un mondo di bambole

Postato il Lunedì, 23 gennaio 2006 alle 19:10:23 CET Argomento: Arte
Sabato 28 gennaio 2006 presso la Galleria civica d’arte moderna e Contemporanea di BONDENO (Prov. Ferrara), piazza Garibaldi 9, alle ore 17.30, verranno inaugurate le mostre delle artiste BERENICE DARRER e GABRIELLE DE MONTMOLLIN. Le mostre si avvalgono della collaborazione del Centro Etnografico Ferrarese e dell’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. Curatore: Roberto Roda
Prosegue alla civica Galleria darte Moderna e Contemporanea di Bondeno il ciclo espositivo dedicato alla figura della donna nellarte e delle donne artiste. Dopo le mostre evento Seno Guerriero e La nemica del cuore che ampio interesse hanno suscitato nel corso del 2005 dal 21 gennaio al 26 febbraio 2006 saranno in parete i mondi di bambole della viennese Berenice Darrer e della canadese Gabrielle de Montmollin. Il vernissage della mostra sarà insolitamente posticipato rispetto allapettura e avrà luogo il giorno 28 gennaio 2006 alle ore 17.30 per consentire la venuta in Italia delle due bravissime artiste e lincontro delle stesse con il pubblico italiano. Sotto il titolo Un mondo di bambole vengono presentate due distinte personali: quella che vede in parete i dipinti della Darrer occupa il piano terra della civica galleria, mentre laltra che ordina le fotografie della de Montmollin si snoda al primo piano. Le due esposizioni sono fra loro accumunate idealmente dal tema della bambola sottilmente sviluppato dalle due artiste con peculiare quanto imprevedibile sentimento femminile. BERENICE DARRER È nata nel 1976 a Windhoek in Namibia e a soli sei anni si è trasferita a Vienna, dove ha studiato pittura, cinema d’animazione, arti tessili e dove tuttora risiede e lavora. Come pittrice espone solo dal 2000, ma in pochi anni Berenice Darrer ha saputo affermare la sua creatività pittorica, diventando una delle giovani punte di diamante della prestigiosa galleria internazionale di Ernst Hilger. Berenice Darrer dipinge quasi solo donne: figure sinuose di giovani donne, più o meno svestite, a proprio agio in ambienti per lo più naturali. Sorridenti, gioiose, felici. Belle proprio in quanto felici, gioiose, sorridenti. Quello raccontato da Berenice è un gineceo beato dove tutte le fanciulle sono Bambole- (e che bambole viene da dire, citando non a sproposito un vecchio hit di Fred Buscagliene) capaci di vivere pienamente, al massimo la loro esistenza, la loro giovinezza, la loro avvenenza. Si ergono nude nella neve candida in mezzo agli alti monti mentre attorno a loro saettano discreti sciatori, come fatine della natura giocano maliziose tra farfalle svolazzanti e foreste di papaveri e funghi giganteschi, si aggirano per prati alpini popolati da contadini insensibili ad ogni tentazione, si immergono nelle acque di laghetti paradisiaci. E sorridono sempre. Gli oli di Beatrice Darrer emanano una gioia di vivere totale: quelle carni piene, quei nasini rotondi e impertinenti, quelle bocche spensierate, quei deli blu, quelle nuvolette luminose, quei fiori rossi, quelle foglie verdi che più verdi non si può, ci ricordano l’età dell’oro di quando eravamo bambini, quando la meravigliosa ingenuità dell’infanzia induce spontaneamente allottimismo. Con le sue pennellate dense e cremose, dai contrasti elettrizzanti, invitanti come un gelato o un lecca-lecca ( che certe tele verrebbe voglia di leccarle) Berenice Darrer ci ritrasforma tutti in compagni di giochi, in bambini felici intenti a guardare le ondeggianti Silly Symphonies disneyane: la vicenda delle stagioni, il girotondo del sole del sole e della luna, la danza delle ore, il battito del nostro cuoricino eccitato. E anche quando Berenice abbandona le ambientazioni della natura per svagarsi in interni le sue fortunate bambole giocano in perfetta letizia, persino alla roulette dove salgono a carponi sul tavolo verde e irrefrenabili spargono in giro montagne di fiches vincenti. Tutto in questo mondo di sole donne allestito da Berenice è pulito, bellissimo, spensierato, giocoso: le allegrie di Berenice Darrer raccontano la gioia assoluta di abitare un corpo di donna. La mostra è accompagnata dal catalogo delleditore Sometti di Mantova con testi critici di Ferruccio Giromini e Roberto Roda. GABRIELLE DE MONTMOLLIN È nata nel 1954 a Toronto in Canada, da genitori svizzeri. Ha frequentato la Jarvis Collegiate a Toronto, l’lnternational School di Ginevra in Svizzera e la Carleton University in Ottawa. Dal 1979 al 1986 ha lavorato per la televisione (Canadian Broadcasting Corporation) e per il cinema indipendente. Nel 1986 ha deciso di concentrarsi sulla fotografia iscrivendosi ai corsi del Ryerson Polytechnic Institute e dellOntario College of Art, specializzandosi nella fotografia in bianco e nero. Ha esposto prevalentemente in Canada e in Francia. Sposata con lartista Tony Calzetta, vive e lavora a Toronto. Se il mondo di bambole raccontato dalla Darrer ci appare solare e giocoso, quello di Gabrielle de Montmollin è un universo femminile lunare dove regna sottile il mistero. Anzi il fascino delle immagini fotografiche di Gabrielle sta proprio nelle sensazioni di inquietudine che riescono a trasmettere. Un’inquietudine indefinibile eppure palpabile. La fotografa, alla sua prima mostra italiana, racconta un universo femminile fatto di bambole rielaborate artisticamente e trasformate in personaggi graffianti. Lartista usa i giocattoli per generare allegorie della natura femminile e dar vita a complessi universi onirici. Le sue bambole spesso in pose seduttive abitano paesaggi di fantasia dando origine a composizioni visive dove la suspence non è a volte disgiunta da un sottile humour. Lartista lavora per serie e la mostra ne presenta diverse, The meticulous construction of thè tranquill life of Amazons (1992-1994), Leading Ladies (1995-1997), Miss Milligan and La belle Lucie, atthe dance (2002), Bird Women (2004). Il titolo delle stesse non descrive le immagini che le compongono, ma ne completa il senso. Apparentemente slegato dal soggetto ritratto, il titolo della sequenze è a volte scelto dall’artista solo a lavoro ultimato e a detta dellautrice spesso in base a ciò che il suono le trasmette. La mostra è posta sotto il patrocinio dellAmbasciata del Canada ed è accompagnata da un catalogo edito dall’editore Sometti di Mantova. Durata 21 gennaio-26 febbraio 2006 Sede Bondeno, Galleria d’arte Moderna e Contemporanea, piazza Garibaldi 9. Orari: sabato, domenica e festivi 10.30-12.30-15.00-18.00; gli altri giorni su appuntamento (0532 899245-333 1700259 e.mail: pinacoteca@comune.bondeno.fe.it)

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