L’anno della svolta

Per quanto riguarda Bondeno sicuramente è stato il 1999svoltala tabella la trovate qui: http://virtuale.bondeno.com/elezbondeno.htm

Ricapitolando: fino al 1990 siamo nella “prima repubblica” con tutti i partiti tradizionali, poi viene “mani pulite” e cambiano anche le regole elettorali in senso maggioritario e col doppio turno privilegiando la figura del sindaco.

Confrontando nella tabella la colonna delle comunali del 1995 con quelle del 1999 (vedi anche il grafico incorporato a fianco), vedete che la coalizione di destra ha ottenuto il 55% dei voti al ballottaggio,  sorpassando per la prima volta quella di sinistra.

Era successo che la regione aveva chiuso l’ospedale di Bondeno, tant’è che la lista civica Alleanza per Bondeno aveva fatto della riapertura dell’ospedale uno dei punti qualificanti del suo programma, ma aveva ottenuto meno voti di quando 5 anni prima si era presentata col nome di Insieme per Bondeno.

La destra, pur divisa tra il candidato di Forza Italia (Malagodi) e quello di Alleanza Nazionale (Verri), aveva fatto il pieno di consensi e governerà con Davide Verri i 10 anni successivi;  finché la Lega (incredibilmente assente in queste elezioni) non si imporrà all’attenzione nazionale.

5 pensieri riguardo “L’anno della svolta

  1. 10 anni dopo
    Qualcosa è cambiato…

    Parlare di politica in Italia è praticamente impossibile: ci sono quelli pagati per difendere certe posizioni e ci sono i “tifosi” di questo o quel partito o schieramento che sentono come un affronto personale qualunque discorso che possa risultare appena critico e cercano di tramutare qualsiasi sconfitta in una mezza vittoria.

    In questa situazione non possiamo che rinviare alle cifre esposte nella tabella in PDF che potete anche stampare.

    Anzitutto non possiamo non rilevare il calo dei votanti negli ultimi 10 anni, il che rende necessario confrontare i dati elettorali non tanto in valore assoluto, ma in percentuale; se poi vogliamo avere un riscontro immediato del cambiamento che è avvenuto basta confrontare i seggi nelle ultime due righe con l’avvertenza che la divisione dei seggi tra AN e FI (che si presentavano assieme) è stata fatta tenendo conto delle preferenze espresse dagli elettori sui candidati.

    Per il resto salta agli occhi la netta affermazione della Lega (probabilmente per effetto anche del traino del candidato sindaco) che si porta a casa 6 consiglieri; all’opposizione da registrare il successo dell’unica lista civica indipendente, il cui leader ottiene il seggio per sé.

    Di tutti gli altri bisognerebbe dire, come si usa per essere “politicamente corretti”, che sono diversamente vincenti, ma lasciamo a loro il compito di spiegarci perché; qui possiamo solo notare che la fusione AN-FI è stata particolarmente deleteria per Forza Italia; che la lista di Alleanza (pur forte della presenza di un assessore in carica) è passata dal 3,30% al 2,46%; che l’UDC, pur peggiorando la sua performance, riesce a mantenere il seggio; che la lista civica fiancheggiatrice il candidato della sinistra passa dal 4,92% al 1,99%; che il PD migliora di poco la prestazione precedente, ma accusa il ritiro della lista Di Pietro.

    Un altro gruppo che si era mostrato molto attivo in campagna elettorale, ma poi non si è presentato, era il Gruppo proposta.

    p.g. 27-06-2009

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